Clayface.

Recensione del film.

Clayface, prima incursione di DC Studios nel genere horror, è un thriller dell’orrore diretto da James Watkins e interpretato da Tom Rhys Harries, nei panni del celebre villain di Gotham City.

Clayface racconta la storia di Matt Hagen, astro nascente di Hollywood, la cui vita cambia radicalmente dopo una brutale aggressione. Disposto a tutto pur di recuperare il proprio aspetto, Hagen si sottopone ad un trattamento sperimentale che promette di restituirgli ciò che ha perduto. Quella che inizialmente sembra un’occasione di riscatto si trasforma, poco a poco, in un incubo che esplora i temi dell’identità, dell’ossessione per la bellezza e della perdita di controllo sul proprio corpo e sulla propria esistenza.

Con Clayface, James Watkins si addentra nell’universo DC scegliendo una strada lontana dalle convenzioni del cinema supereroistico. A dominare la scena sono l’horror corporeo, il thriller psicologico e la tragedia personale, in un racconto che mette da parte lo spettacolo per concentrarsi sulla progressiva discesa del protagonista verso la mostruosità.

Uno dei principali punti di forza del film risiede nella capacità di trasformare il mutamento fisico di Matt Hagen in una potente metafora della fragilità umana. Il corpo, da sempre considerato un elemento fondamentale della nostra identità, diventa qui una fonte di angoscia e alienazione. La ricerca della vendetta trascina inoltre il protagonista in una spirale autodistruttiva, rendendo sempre più labile il confine tra vittima e mostro.

Watkins costruisce un’atmosfera cupa e disturbante, affidandosi a immagini grottesche e sequenze di orrore viscerale, senza rinunciare alla dimensione tragica del personaggio. A emergere è anche una critica alla superficialità di Hollywood e a una società ossessionata dall’aspetto esteriore, nella quale il valore dell’individuo sembra dipendere troppo spesso dalla sua immagine.

Sul fronte delle interpretazioni, Tom Rhys Harries si distingue per una prova intensa e sfaccettata, capace di restituire tanto la vulnerabilità di Matt Hagen quanto la sua progressiva trasformazione in una creatura terrificante. L’attore conferisce al personaggio una profondità emotiva che rende la sua discesa nell’orrore non soltanto inquietante, ma anche profondamente tragica. Naomi Ackie, dal canto suo, offre una presenza convincente e sensibile, contribuendo ad arricchire la componente umana di una storia segnata dalla violenza, dalla perdita e dalla ricerca di sé.

Il film da il meglio di sé quando riesce a fondere l’orrore corporeo con il conflitto psicologico, dando vita a un’atmosfera opprimente che amplifica l’impatto delle sequenze più disturbanti. Pur ricorrendo ad alcuni elementi familiari del genere, Clayface riesce a ritagliarsi una propria identità grazie alle scelte visive, alla forza delle interpretazioni e a una riflessione tutt’altro che banale sul confine tra umanità e mostruosità.

In definitiva, Clayface rappresenta un’interessante scommessa per ampliare gli orizzonti narrativi dell’universo DC, dimostrando come anche i suoi personaggi più oscuri possano sostenere storie in cui l’orrore e il dramma umano prendono il sopravvento sul consueto spettacolo supereroistico.

Non tutte le idee raggiungono la stessa profondità, ma la combinazione di body horror, critica sociale e tragedia psicologica conferisce al film una personalità ben riconoscibile. Una proposta consigliata a chi cerca un approccio più adulto, viscerale e disturbante al genere, capace di lasciare il segno anche oltre le sue immagini più estreme.

Luisa Scarlata

Clayface

8/10

Titolo: Clayface
Nazione: Stati Uniti
Genere: Horror, Thriller, Comic, DC Comics
Durata: 105 min.
Regia: James Watkins
Interpreti: Tom Rhys Harries, Naomi Ackie, David Dencik, Max Minghella, Eddie Marsan, Nancy Carroll, Joshua James
Uscita: 22 ottobre 2026
Sito: Clayface

Clayface